Accordo Quadro CGIL-CISL-UIL: La piattaforma sulla rappresentanza rincorre la storica sentenza 156/2025. OR.S.A. TPL ha tracciato la strada.

Le "Proposte per un Accordo quadro" firmate il 17 giugno a Roma dai vertici di CGIL, CISL e UIL segnano una clamorosa e definitiva svolta politica sul tema della democrazia nei luoghi di lavoro, confermando punto per punto la totale fondatezza delle tesi che il Sindacato OR.S.A. sostiene da anni. Il documento interconfederale inviato alle imprese tenta di correre ai ripari per aggiornare un sistema ormai superato, recependo di fatto gli effetti della storica sentenza n. 156 del 2025 della Corte Costituzionale, nata proprio dal ricorso promosso dall'OR.S.A. nel bacino dei trasporti di Modena. Dall'analisi del testo ufficiale emergono tre punti dirompenti in materia di rappresentatività e RSU che cambieranno per sempre le regole del gioco: 

Sblocco del voto e RSU su iniziativa dei lavoratori. 
  • Nel testo della piattaforma, le confederazioni si impegnano a individuare strumenti per favorire la diffusione della rappresentanza, ammettendo la necessità di "superare gli ostacoli che ne hanno limitato la costituzione". Ma il vero passaggio rivoluzionario è l'introduzione di "meccanismi che consentano l'elezione delle RSU anche su iniziativa dei lavoratori". Viene così scardinato, finalmente, il monopolio burocratico che per anni ha permesso ad alcune sigle sindacali di bloccare o rinviare i calendari elettorali, impedendo il voto democratico. 
Fine dei blocchi aziendali e trasparenza sulle deleghe.
  •  Per porre fine all'ostruzionismo datoriale, la piattaforma introduce un vincolo amministrativo rigidissimo: l'obbligatorietà della comunicazione da parte delle imprese nel modello UNIEMENS delle deleghe di iscrizione, tramite procedura vincolante dell'INPS. Inoltre, viene riconosciuto il diritto esplicito dei sindacati di verificare la corretta comunicazione delle deleghe in caso di trasmissioni parziali o omesse da parte delle aziende, valorizzando il principio della vicinanza della prova. 
Regole certe contro la giungla dei contenziosi territoriali. 
  • L’accordo quadro risponde direttamente alla necessità di regolamentare le controversie nate dall'applicazione distorta dei testi unici sull'elezione delle RSU. L'obiettivo dichiarato è impedire i veti incrociati e i congelamenti dei rinnovi elettorali, stabilendo che la misurazione del consenso (data al 50% dagli iscritti e al 50% dai voti reali) avvenga attraverso criteri oggettivi, omogenei e certificati.

Il commento di Gennaro Conte (Segreteria Nazionale OR.S.A. Trasporti Autoferro T.P.L.: 

"Prendiamo atto che dal 17 giugno 2026, anche le grandi confederazioni debbano finalmente rincorrere sul terreno della trasparenza e della democrazia. Quello che oggi propongono alle aziende come una novità, è l'esatto perimetro di libertà che noi abbiamo conquistato, circa un anno fa, davanti alla Corte Costituzionale. A Modena, nel bacino SETA, i lavoratori attendono di votare per le proprie RSU da oltre cinque anni e mezzo. Questo documento dimostra che la palude anti-democratica e i patti d'esclusione costruiti a tavolino hanno i giorni contati. Il tempo dei blocchi è finito per ammissione degli stessi firmatari. La democrazia sindacale sta tornando stabilmente nelle mani di chi lavora, e la spinta propulsiva è partita dal nostro Sindacato." 

UNITI SI VINCE!

 - FINE COMUNICATO -