Protocollo TPL Genova: Sicurezza, Sviluppo e Finanziamento

Da pascal , 16 Gennaio 2023

La Città Metropolitana di Genova ed il Comune di Genova rappresentate dal Sindaco Metropolitano Marco Bucci, dal Vice-Sindaco ed Assessore al Bilancio Pietro Piciocchi e dall' Assessore al ' Ambiente ed alla Mobilità Matteo Campora A.M.T rappresentata dal Presidente Ilaria Gavuglio e dal Direttore Generale Stefano Pesci condividono con le Organizzazioni Sindacali Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti ,Faisa-Cisal di Genova e Orsatpl

 il seguente 

"Protocollo per la promozione, il finanziamento, la sicurezza e lo sviluppo infrastrutturale del trasporto pubblico nella città di Genova. " 

Promozione del Trasporto Pubblico Locale 

II trasporto pubblico locale assolve una funzione fondamentale utile a garantire l'esercizio del diritto alla mobilità di tutti i cittadini. L'intero sistema di mobilità cittadino, includendo reti, mezzi di trasporto e nodi di interscambio è elemento da cui dipendono sia il benessere che le opportunità di sviluppo dell'intera area metropolitana; tale concetto si rafforza ancor di più valutandolo in un'ottica di sostenibilità ambientale per la città stessa ed ancor di più per le generazioni future. 

È evidente a tutti come ci si trovi di fronte ad una emergente richiesta di cambiamento radicale delle politiche di utilizzo e conservazione delle risorse a livello mondiale, comunitario e nazionale, mentre avanza incessantemente una istanza di trasformazione dei modelli fino ad oggi utilizzati, un vero Green Deal Europeo. Un nuovo paradigma che contemperi una sostenibilità economica, ambientale e sociale, garantendo l'accesso alle opportunità territoriali e rispondendo ai bisogni di interazione sociale degli individui. 

Considerato quanto previsto anche nel "Patto per il Lavoro e per il Clima", che si inserisce all'interno delle strategie del nostro Paese e di quelle dell'Unione Europea, verso la neutralità climatica al 2030 e di rilancio e transizione verso un'economia più sostenibile dal punto di vista ambientale e sociale e per la creazione di nuova e buona occupazione. 

A tal fine risulta assolutamente prioritaria la messa in campo di politiche che possano consentire la forte riduzione del 'utilizzo del mezzo privato a beneficio del trasporto collettivo, attraverso tutte le possibili modalità eco-sostenibili, prime fra tutte quelle offerte dal Trasporto Pubblico Locale. 

A tal fine il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) ha destinato rilevanti risorse al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (MIT) il quale ha indicano i seguenti obbiettivi da perseguire: 

  • riduzione dei tempi di spostamento urbani, in particolare nelle aree metropolitane;
  • sostituzione intero parco autobus del TPL e transizione green verso l'elettrico e idrogeno; 
  • aumento di 10 punti percentuali delle modalità di mobilità sostenibili; 
  • significativa riduzione delle emissioni di gas climalteranti e di inquinamento dell'aria. 

Risulta del tutto evidente come, al fine di raggiungere realmente gli obiettivi indicati dal MIT, sia necessario generare un incremento dell'attrattività delle forme di mobilità collettiva che può realizzarsi solo attraverso maggiori risorse da destinare al Trasporto Pubblico Locale, sia sotto forma di investimenti infrastrutturali su reti e parco rotabile sia con la revisione del sistema di finanziamento del settore così come oggi conosciuto. 

La Città Metropolitana di Genova ed il Comune di Genova hanno ripetutamente manifestato l'obiettivo di sviluppare ed accrescere l'utilizzo, da parte della cittadinanza, delle varie modalità di trasporto collettivo, coerentemente con le indicazioni del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. 

Finanziamento del settore 

I servizi di trasporto pubblico locale italiani sono ad oggi finanziati, nelle Regioni a statuto ordinario, attraverso la ripartizione del Fondo Nazionale Trasporti (FNT), dai ricavi da tariffazione derivanti dalla vendita dei titoli di viaggio e dalle eventuali risorse destinate con specifici interventi da parte degli Enti Locali. La capienza del FNT, ridotta progressivamente negli anni anche se ad oggi scarsamente incrementata, è ritenuta da tutti gli operatori del settore, nonché dalle Regioni e dagli Enti Affidanti, assolutamente inadeguata ad assolvere le proprie finalità. 

La totalità delle aziende italiane esercenti servizi di Trasporto Pubblico Locale ha visto contrarre pesantemente i ricavi da tariffazione a causa dell'emergenza Pandemica da Covid-19, nonostante ciò le imprese del settore, in particolar modo quelle che svolgono servizi nelle Città Metropolitane, sono state costrette ad aumentare i servizi offerti alla cittadinanza anche conseguentemente alle disposizioni governative che limitavano l'indice di riempimento dei mezzi. 

Il Governo è intervenuto ripetutamente destinando risorse a compensazione dei mancati ricavi da tariffazione (DL 34/2020 - DL 104/2020 - DL 137/2020 - DL 41/2021 — legge di bilancio 2023), tali risorse non sono ancora state integralmente erogate alle aziende, includendo solo una parziale copertura dei mancati introiti relativamente all'esercizio 2022. 

In aggiunta a quanto sopra descritto, a causa della crisi energetica in corso, AMT Spa ha subito rilevanti aumenti dei costi di produzione dei servizi offerti alla cittadinanza conseguentemente C all'aumento dei fattori di produzione del servizio, primo fra tutti il costo del gasolio e dell'energia elettrica, nonché la crescente inflazione che incide su tutte le voci di costo. 

E' assolutamente evidente come nel TPL sia l'offerta di servizio a determinare la domanda e non il contrario; in conseguenza di questo assunto risulta chiaro, in particolar modo agli stakeholder del settore, come l'attuale sistema di finanziamento del TPL in Italia sia assolutamente inadeguato, non solo a raggiungere gli obbiettivi prefissati dal MIT, ma anche solo a mantenere le attuali condizioni dei servizi offerti alla cittadinanza, sia a causa degli iniziali maggiori costi derivanti dalle nuove tecnologie che dai pesanti rincari energetici. 

Caratteristiche intrinseche del servizio di Trasporto Pubblico Locale sono certamente l’universalità del servizio stesso, che si lega strettamente ai principi di socialità ed equità, garantendo sì l'obiettivo fondamentale di consentire l'erogazione e l'accesso ai servizi al maggior numero possibile di cittadini, rispettando allo stesso tempo le condizioni di eguaglianza. 

Tali peculiarità rendono certamente più adeguato alle caratteristiche del Trasporto Pubblico Locale un sistema di finanziamento che si trasformi verso modelli simili alle altre public utilities (servizi differenziati) quindi con sistemi di finanziamento che superino il concetto di tariffazione a biglietto, ma con un approccio più globale che consideri i benefici collettivi che l'utilizzo del TPL fornisce, anche indirettamente, non solo ai suoi fruitori.

 Per raggiungere questi obiettivi è necessario lavorare su più dimensioni, con un approccio organico ed integrato, destinando certamente al settore un flusso di risorse costanti ed aggiuntive, sia con riferimento alla spesa corrente sia agli investimenti; parimenti risulta assolutamente essenziale l'individuazione di politiche condivise che abbiano al centro la qualità, non solo nell'accezione relativa al servizio reso alla cittadinanza, ma prevedendo un ruolo centrale relativamente alla percezione ed alle condizioni complessive di tutti i cittadini e lavoratori dell'intero ambito metropolitano. 

In un'ottica di sviluppo e miglioramento della mobilità cittadina, la Città Metropolitana ed il Comune di Genova si impegnano a reperire: coinvolgendo anche Io Stato e la Regione, nonché a mettere a disposizione di AMT Spa, le risorse necessarie a garantire adeguati livelli di servizio, nonché a compensare eventuali sperimentazioni relativamente a differenti modalità di finanziamento dei servizi offerti, riconoscendo l'incremento dei costi dei fattori di produzione, conseguenti anche alle attuali dinamiche inflattive, quanto sopra nel rispetto degli equilibri di bilancio e previa individuazione delle risorse necessarie. 

Nel caso l’incremento dei costi di produzione del servizio evidenziasse caratteristiche di strutturalità le parti si impegnano a promuovere anche azioni nei confronti di Stato, Regione idonee a porre in essere uno specifico intervento di adeguamento dei Contratti di Servizio. 

Sicurezza 

In questo contesto, il tema della sicurezza del servizio è da sempre argomento di grande rilievo per le istituzioni locali e le parti sociali. In tema di sicurezza rileva, in particolare, il fenomeno delle situazioni di criticità nelle quali può trovarsi il personale durante il servizio, in modo particolare gli autisti, i macchinisti, gli operatori addetti alla verifica dei titoli di viaggio ed alla vendita, assistenza clienti ed ausiliari della sosta. 

Tuttavia, il tema della sicurezza rileva non solo durante il viaggio, a bordo del veicolo, ma anche durante la sosta dello stesso, quindi coinvolgendo necessariamente anche le infrastrutture, quali capilinea, stazioni e fermate. 

La delicatezza del tema richiede un approccio organico e strutturato nell'ambito del quale il ruolo di elemento propulsivo non può che vedere il coinvolgimento attraverso una sistematica azione di promozione e sensibilizzazione dell'utenza a un uso consapevole del trasporto pubblico locale attraverso la messa in campo di politiche per la sicurezza idonee a stimolare la connessione tra i diversi livelli sociali e istituzionali. 

Il tema generale della sicurezza dei trasporti deve infatti coinvolgere le Istituzioni, a ogni livello, in capo alle quali si riconosce l'obbligo della tutela del territorio, e le Parti Sociali ognuna per le specifiche competenze e per gli specifici ambiti di rappresentanza. 

Le politiche per affrontare "la sicurezza e il senso di insicurezza", comprese le azioni di terzi connesse al lavoro, devono essere sviluppate attraverso un adeguato confronto tra tutte le parti interessate in stretta cooperazione con le istituzioni competenti e le forze di polizia. 

Nel corso degli anni sono già state poste in essere, in particolare successivamente all'accordo sindacale sottoscritto presso la Prefettura di Genova in data 8 settembre 2015, una serie di misure atte a prevenire e contrastare le aggressioni ai danni del personale viaggiante ed a stimolare una maggiore sicurezza a bordo dei mezzi di trasporto, quali:

  • progressivo isolamento del posto di guida degli operatori con cabine protette partendo dalle vetture di nuova immatricolazione; 
  • estensione progressiva, a tutti i mezzi, di sistemi di videosorveglianza a bordo, attraverso telecamere a circuito chiuso con videoregistrazione delle immagini, svolgente quindi anche funzioni di deterrenza; 
  • progressiva adozione di interventi finalizzati alla più semplice e celere richiesta di intervento attraverso un tasto di segnalazione immediata di pericolo; 
  • incremento della presenza di forze di polizia bordo su fratte ed orari considerate a rischio aggressioni al personale; 
  • assistenza legale e costituzione di parte civile da parte dell'azienda nei confronti dei responsabili di eventuali aggressioni;
  • istituzione di programmi di protezione e sicurezza attraverso la presenza e l'intervento di personale dedicato quali, ad esempio, le guardie giurate. 

Nell'attuale contesto, anche in coerenza con il "Protocollo Sicurezza TPL." sottoscritto dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e dalle Organizzazioni Sindacali sottoscrittrici il CCNL di categoria, si conviene circa la necessità di confermare ed implementare le misure già poste in essere strutturando una sede istituzionale, a livello metropolitano, di monitoraggio, consultazione, confronto e proposta sui temi della sicurezza nel servizio di trasporto pubblico locale, al fine in particolare di:

  •  attivare tavoli con aziende, enti locali, organizzazioni sindacali idonei a monitorare il fenomeno e le aree a maggior rischio e possano proporre soluzioni, per arginare il fenomeno delle aggressioni a lavoratori e utenti del trasporto pubblico;
  • contribuire all’ideazione di campagne istituzionali di comunicazione mirate agli utenti per instaurare un rapporto di fiducia e collaborazione con gli operatori del trasporto pubblico locale; 
  • raccogliere dati e monitorare Io stato della sicurezza e della qualità del trasporto anche allo scopo di individuare specifiche aree di intervento utili a migliorare anche gli standard di percezione di sicurezza da parte dei lavoratori e dei viaggiatori;
  • proseguire il confronto con le Istituzioni Locali e gli Organi di Polizia per individuare situazioni ten•itoriali e orari che necessitino di particolare attenzione da parte delle forze di pubblica sicurezza, proponendo l'utilizzo di sempre più efficaci dispositivi tecnologici e soluzioni tecniche finalizzate ad aumentare la sicurezza del servizio nelle stazioni, nei capilinea e sui mezzi di trasporto; 
  • contribuire all 'aggiornamento della normativa in materia di sicurezza e regolarità dei servizi di trasporto, anche al fine di prevedere l'introduzione di misure atte a prevenire e contrastare il fenomeno delle aggressioni, valutando l'estensione del cosiddetto DASPO urbano a coloro che hanno manifestato e/o reiterato condotte aggressive nei confronti del personale addetto al trasporto pubblico;
  • individuazione di specifici interventi e procedure, anche di carattere formativo, finalizzate a fornire al personale strumento efficace, utili alla prevenzione e gestione delle situazioni di criticità, nonché all'assistenza ed al supporto del personale vittima di aggressione, in particolare successivamente all'atto delittuoso. 

Sviluppo infrastrutturale dell’area genovese 

L'area urbana genovese, come peraltro la maggior parte delle aree metropolitane italiane, presenta un notevole ritardo infrastrutturale: l'estensione della rete del "ferro" è pesantemente inferiore a quella dei principali paesi europei, basti pensare che il 57% dell'offerta complessiva di trasporto pubblico in Italia nei comuni capoluogo di provincia avviene su gomma. 

Genova, a causa della particolare orografia e di una storica mancanza di interventi volti a favorire un maggiore sviluppo dei sistemi rapidi di massa, arriva ad avere una quota modale di trasporto su gomma decisamente superiore alla media nazionale. 

Al fine di superare l'attuale condizione, sviluppando Infrastrutture di Trasporto Rapido di Massa Genova è stata oggetto di importanti finanziamenti, in parte provenienti dal MIT ed in parte all'interno del PNRR, dedicati allo sviluppo di varie forme di mobilità collettiva quali: 

  • progetto 4 assi di forza, 96 km di linea, prevalentemente in corsia riservata, unitamente alla ristrutturazione di 2 rimesse e la creazione di una terza ex novo (apertura cantieri prevista per il 2023 e termine lavori previsto per il 2026); 
  • prolungamento metropolitana: estendendo i tracciati per 1,4 km e prolungando i percorsi da Brignole a Martinez e da Brin a Canepari e fornitura di 14 nuove unità di trazione (cantieri già in corso e termine lavori previsto per il 2024);
  • completamento stazione di Corvetto- apertura cantieri prevista per il 2023 e termine lavori previsto per il 2026); 
  • funivia Stazione Marittima/Forte Begato, apertura cantieri prevista per fine 2023 e termine lavori previsto per fine 2024; 
  • Skvmetro Val Bisagno, prolungamento della rete metropolitana alla Val Bisagno con quasi 7 km di nuovo tracciato, 7 nuove stazioni e 12 unità rotabili (apertura cantieri prevista per fine 2023 e termine lavori previsto peril 2027)

In aggiunta agli interventi sopra descritti sono in corso azioni finalizza te ad ottenere ulteriori finanziamenti legati a specifici progetti di sviluppo del sistema di trasporto cittadino, quali: 

  • people mover Aeroporto/Erzelli; 
  • il prolungamento dello Skymetro da Molassana a Prato
  • il prolungamento della linea metropolitana da Martinez a San Martino
  • il prolungamento della linea metropolitana da Dinegro a Fiumara

Una così importante riqualificazione del sistema di Trasporto Pubblico della città sarà sicuramente in grado di rivoluzionare le abitudini di mobilità della cittadinanza, migliorando nel contempo la vivibilità e la condizione ambientale di Genova e dell'intera area della Città Metropolitana, attraverso un'interconnessione sempre più proficua tra i nuovi sistemi di trasporto urbani ed il resto della rete. 

Monitoraggio 

Alla luce di un contesto generale che presenta elementi di incertezza ed in continua evoluzione, anche determinati da un'emergenza pandemica non ancora terminata e da una crisi energetica in atto con importanti ricadute sul livello dei prezzi, unitamente ad una auspicata riforma del settore del Trasporto Pubblico Locale, si affida ai soggetti firmatari del presente protocollo, attraverso incontri periodici almeno trimestrali, anche su tematiche specifiche, la sede istituzionale di confronto e di individuazione di possibili risoluzioni delle problematiche che eventualmente dovessero presentarsi, relativamente ai contenuti del presente Protocollo. 

Tale sede di confronto sarà quindi finalizzata alla condivisione delle proposte e delle soluzioni da intraprendere rispetto l'evoluzione dell'intero sistema del TPL Metropolitano, monitorando, nel contempo, la concreta e coerente attuazione rispetto agli obiettivi delineati nel presente Patto.

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